Lunedì, 25 Settembre 2017

Casa natale di Raffaello

Presentazione del nuovo sistema di videosorveglianza  della casa natale di Raffaello

Casa RaffaelloA meno di un anno di distanza dall’inaugurazione dei sistemi di sicurezza degli oratori di San Giovanni e di San Giuseppe, la Fondazione Enzo Hruby è intervenuta nuovamente a Urbino per sostenere gli oneri di un avanzato sistema di videosorveglianza per la casa natale di Raffaello.
La conferenza stampa di presentazione del progetto si è svolta il 26 giugno 2014 nel Palazzo Ducale di Urbino e ha visto la partecipazione di Maria Rosaria Valazzi, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby, Giorgio Cerboni Baiardi, Presidente dell’Accademia Raffaello, e Christian Cangiotti, Assessore al Bilancio e alla Programmazione del Comune di Urbino.
Nell’edificio, costruito agli inizi del XV secolo e acquistato nel 1460 dal padre Giovanni Santi,
Raffaello vide la luce il 28 marzo 1483 e visse i primi anni della formazione artistica. Dopo vari passaggi, nella seconda metà dell’Ottocento la casa venne acquisita dall’Accademia Raffaello che ne fece la propria sede e la arricchì nel tempo di numerose opere d’arte.
La realizzazione del progetto di videosorveglianza è stata affidata dalla Fondazione Enzo Hruby alla società Umbra Control di Perugia, che ha ampliato il sistema già esistente con lo scopo di ottenere una totale copertura dell’edificio, installando sia all’interno che nel chiostro della storica dimora telecamere Day&Night antivandalo ad alta risoluzione che permettono una perfetta visibilità delle aree videosorvegliate anche di notte.
“Con questo progetto – ha dichiarato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby - la nostra Fondazione interviene nuovamente nella meravigliosa città di Urbino, simbolo del Rinascimento italiano e Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. La protezione di Casa Raffaello consente di raggiungere un importante risultato in termini di sicurezza e di valorizzazione di un monumento di grande rilevanza ed è l’occasione per proseguire lo splendido rapporto di collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche e il Comune di Urbino, avviato in occasione della protezione degli oratori di San Giovanni Battista e di San Giuseppe. Questo nuovo progetto ci sta particolarmente a cuore anche perché rappresenta il proseguimento dell’attività della Fondazione a favore del patrimonio cosiddetto “minore”, che come abbiamo ripetuto più volte in questi primi sei anni di attività, costituisce la più grande ricchezza dello straordinario Paese in cui viviamo”.
Unanime da parte dei relatori è stato il riconoscimento del valore delle moderne tecnologie di sicurezza per la protezione del patrimonio culturale del nostro Paese e il richiamo alla necessità di una sempre maggiore collaborazione tra i vari soggetti pubblici e privati coinvolti nella sua tutela.
La Soprintendente Valazzi ha ricordato nel suo intervento il furto delle opere di Piero della Francesca e di Raffaello sottratte dal Palazzo Ducale di Urbino nel 1975, e le azioni intraprese negli anni per la per la tutela dei beni contro il pericolo di furto. Ha quindi messo in luce l’importanza del “lavoro svolto dalla Fondazione Hruby, che ha scelto questo settore specifico di intervento”, sottolineando  che la Fondazione non si limita nella sua attività ad interventi episodici ma segue un percorso organico per diffondere la cultura della sicurezza.
Giorgio Cerboni Baiardi, Presidente dell’Accademia Raffaello, ha messo in luce il valore delle case-museo nel custodire la memoria dei grandi personaggi che le hanno abitate. Ha inoltre ricordato la nascita e l’attività dell’Accademia Raffaello, che ha sede nella prestigiosa dimora.
Carlo Hruby ha ripercorso nel suo intervento la nascita della Fondazione Hruby e i suoi obiettivi, auspicando un maggior coinvolgimento dei soggetti privati nell’ambito della tutela dei beni culturali: “Con questo progetto – ha poi sottolineato – la nostra Fondazione ha raggiunto quota 30 interventi sostenuti in sei soli sei anni di attività. La protezione di Casa Raffaello è l’occasione per portare avanti lo splendido rapporto di collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche e il Comune di Urbino ed è un progetto che ci sta particolarmente a cuore perché rappresenta il proseguimento dell’attività della Fondazione a favore del patrimonio cosiddetto “minore” che come abbiamo ripetuto più volte in questi primi sei anni di attività, costituisce la più grande ricchezza del nostro Paese”.
Grande soddisfazione per l’importante risultato ottenuto è stata espressa anche dall’Assessore Cangiotti, che ha desiderato ringraziare la Fondazione per il suo impegno nella città di Urbino, sottolineando l’importanza della collaborazione tra i vari soggetti pubblici e privati per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale”.  

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