Sabato, 25 Novembre 2017

Un capolavoro in viaggio - Presentazione a Urbino

palazzo ducale urbinop“E’ un piacere per la nostra città – ha dichiarato il Sindaco Maurizio Gambini - ospitare la presentazione di questo volume, che dedica uno spazio anche a Urbino grazie al contributo della Soprintendente Maria Rosaria Valazzi. Il tema della sicurezza legata al patrimonio culturale ha un ruolo fondamentale nelle azioni di salvaguardia e tutela delle nostre ricchezze. La Fondazione Enzo Hruby ci dà la possibilità di capire concretamente come le nuove tecnologie possono essere utilizzate per proteggere i beni culturali, conoscenze preziose per Urbino, che quotidianamente si trova ad affrontare il problema di come conservare le sue bellezze. La nostra città è uno scrigno di arte e cultura e il nostro compito, come amministratori, è tutelare il patrimonio che ci è stato trasmesso e valorizzarlo affinché diventi un’opportunità reale di rilancio e di crescita. E’ su questa base che si struttura l’ampio lavoro sul turismo e gli eventi portato avanti dalla nostra Amministrazione, con l’aiuto prezioso dell’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi”.
La presentazione a Palazzo Ducale si è svolta a quarant’anni di distanza dal clamoroso furto della Madonna di Senigallia e della Flagellazione di Piero della Francesca e della Muta di Raffaello. “Il furto di Urbino e la nuova percezione del patrimonio artistico” è non a caso il titolo del contributo della Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche Maria Rosaria Valazzi. Fu  infatti allora che per la prima volta l'attenzione delle Istituzioni si rivolse alle possibilità che un settore agli albori come era quarant'anni fa quello della sicurezza poteva offrire per la protezione del patrimonio culturale del nostro Paese. La Soprintendente Valazzi ha sottolineato durante il suo intervento che la Fondazione Hruby "ha saputo identificare, in un'area poco frequentata dalla partecipazione dei privati, come quella della sicurezza anticrimine, il proprio territorio d'intervento".
cop capolavoro“Dal furto di Urbino del 1975 – ha dichiarato Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby – sono passati quarant’ anni, nei quali le tecnologie antintrusione e di videosorveglianza hanno fatto passi da gigante. Spiace constatare che questa straordinaria evoluzione tecnologica non sia stata accompagnata nel nostro Paese da un utilizzo dei sistemi di sicurezza adeguato alla capillare diffusione del patrimonio sul territorio, né da una giusta attenzione verso il tema della sicurezza. Esistono d’altra parte anche molte realtà, e una di queste è la città di Urbino, che hanno saputo trovare nel tempo un giusto equilibrio tra la protezione e la valorizzazione dei propri beni, avvalendosi delle possibilità offerte dalle moderne tecnologie e traendo beneficio dal rapporto pubblico-privato”. Nell’incontro, abilmente moderato dal giornalista ed editorialista Armando Torno, anche Vittorio Sgarbi ha sottolineato l’importanza della tecnologia nell’ambito della tutela del patrimonio culturale del nostro Paese. Nel farlo ha messo in rilievo il ruolo dell’arte nel formare la coscienza degli uomini. “Le opere d’arte devono essere amate, devono essere materia e pane per la formazione dei giovani”, ha detto. Nelle vesti di Assessore alla Cultura del Comune di Urbino, Sgarbi sta svolgendo un ruolo prezioso in tal senso, contribuendo ad esempio a far conoscere opere straordinarie e poco note come l'Adorazione dei Magi di Tintoretto oggi in mostra nella chiesa urbinate di San Giuseppe, dove la Fondazione Hruby è recentemente intervenuta sostenendo la protezione dell'edificio. Molti i temi trattati, non senza vis polemica, nel suo intervento, a partire dalla questione del denaro pubblico speso per costosi recuperi di opere d'arte che talvolta non meritano un tale dispiegamento di forze, fino all'interrogativo sull'insensatezza che sta alla base del furto: "Perché rubare un'opera di valore? Per guardarla da solo?"
Se anche i criminali la pensassero allo stesso modo, molti capolavori sarebbero salvi, almeno dai furti su commissione. Purtroppo non è così: è allora necessario proteggere i nostri beni con i mezzi tecnologici di cui disponiamo e diffondere la cultura della sicurezza. Proseguiamo quindi il nostro viaggio verso Milano, dove Un capolavoro chiamato Italia verrà presentato nella Biblioteca Ambrosiana il 5 marzo con la partecipazione di Carlo Alberto Brioschi, curatore del volume, Mons. Franco Buzzi, Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, Pier Luigi Vercesi, Direttore di Sette del Corriere della Sera, Carlo Hruby e Armando Torno.

RASSEGNA STAMPA
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Video - Tele 2000   Intervista di Radio Esmeralda a Carlo Hruby
Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby