Lunedì, 25 Settembre 2017

EHF - Sicurezza per la cultura

EHF margiu 2017 cover

La rivista "EHF - Sicurezza per la cultura", organo ufficiale della Fondazione Enzo Hruby, è una pubblicazione trimestrale che affronta da vari punti di vista il tema della sicurezza dei beni culturali. In ogni numero sono presenti le notizie di furti, recuperi e nuove tecnologie al servizio della protezione e della valorizzazione del nostro patrimonio e interviste a personaggi di spicco che operano nel mondo dei beni culturali.  Un ampio spazio è dato inoltre alla trattazione delle varie iniziative sostenute dalla Fondazione Enzo Hruby volte a promuovere la cultura della sicurezza, tra cui il Premio H d'oro.

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I beni culturali e la responsabilità dei giovani
Editoriale di CARLO HRUBY

Proteggere il patrimonio culturale è il primo passo per valorizzarlo, ma per farlo dobbiamo partire da chi lo avrà in custodia tra qualche anno. Una delle maggiori sfide per chi si dedica alla tutela dei beni culturali è quella di sensibilizzare, su questo tema, quella parte di pubblico costituita dalle nuove generazioni. Comunicare è sempre più importante. Solo la capacità di trasmettere ai giovani la consapevolezza della nostra identità culturale e l’impegno profuso per sensibilizzarli sul lavoro che c’è dietro la protezione di questi beni, può farci immaginare un futuro nel quale il nostro inestimabile patrimonio storico-artistico è correttamente conservato e valorizzato.
L’impegno che la Fondazione Hruby porta avanti dal 2007 riguarda proprio la promozione di una “cultura della sicurezza”, intesa quale protezione del nostro patrimonio contro furti, sottrazioni e vandalismi attraverso il corretto impiego delle più moderne e avanzate tecnologie. Ciò che si intende maggiormente trasmettere è che la sicurezza non è un tema circoscritto e riservato ai soli addetti ai lavori, ma ha molteplici connessioni con il mondo dei beni culturali e riveste un’importanza pari, se non superiore, a tutte le altre attività a esso legate.
Abbiamo scelto di parlare ai giovani per diverse ragioni; innanzitutto le nuove generazioni saranno i futuri responsabili di questi tesori, ne diventeranno i custodi, è quindi necessario che siano consapevoli del modo corretto per preservarli e tramandarli, in tutta la loro bellezza e integrità, alle generazioni future. Inoltre i giovani hanno dimostrato una particolare sensibilità verso l’evoluzione che ha interessato le tecnologie di sicurezza negli ultimi anni, forse perché è molto simile a quella che è avvenuta nel mondo dell’informatica e dell’elettronica di consumo, con cui questi hanno una grande familiarità. Siamo quindi fermamente convinti che nessuno possa comprendere meglio il cambiamento in atto più dei “nativi digitali”.
Da parte loro c’è una grande attenzione su questo tema ed è quindi più facile spiegargli quello che oggi è possibile fare con i sistemi di videosorveglianza, con l’analisi video e altre tecnologie impiegate a difesa delle nostre ricchezze artistiche, come il laser scanner o le termocamere.Un esempio in tal senso potrebbe essere il live streaming, un altro ambito in cui le nuove generazioni si muovono agilmente. Le tecnologie di videosorveglianza oggi non si limitano a garantire la massima tutela dei beni protetti ma diventano anche un efficace strumento per la promozione del patrimonio culturale tramite la messa in rete delle immagini. In alcuni casi, attraverso un canale Youtube dedicato, è possibile assistere a tutte le attività promosse da un luogo di cultura, come mostre e concerti. Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale non sono in contraddizione, anzi, possono essere considerati processi complementari.
Il nostro auspicio è che i giovani possano quindi comprendere il valore del patrimonio culturale italiano – un valore storico, artistico, estetico ed economico – e il senso più profondo del legame tra protezione e valorizzazione come momenti fondamentali e indissolubili in cui si attua la sua tutela