Sabato, 25 Novembre 2017

EHF - Sicurezza per la cultura

EHF settembre 2017

La rivista "EHF - Sicurezza per la cultura", organo ufficiale della Fondazione Enzo Hruby, è una pubblicazione trimestrale che affronta da vari punti di vista il tema della sicurezza dei beni culturali. In ogni numero sono presenti le notizie di furti, recuperi e nuove tecnologie al servizio della protezione e della valorizzazione del nostro patrimonio e interviste a personaggi di spicco che operano nel mondo dei beni culturali.  Un ampio spazio è dato inoltre alla trattazione delle varie iniziative sostenute dalla Fondazione Enzo Hruby volte a promuovere la cultura della sicurezza, tra cui il Premio H d'oro.

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Sicurezza individuale, sicurezza collettiva
Editoriale di CARLO HRUBY

Distruzione di templi, chiese, monumenti, opere d’arte, sculture, resti di un passato che avevano resistito millenni prima che atti terroristici compiuti per cancellare la cultura di un popolo, portassero le coscienze a chiedersi il perché di tale violenza.
La spiegazione è semplice: distruggere i beni culturali di un popolo vuol dire annientarne la libertà, anzi le libertà; libertà di pensiero, di azione, di movimento, di comunicazione, insomma “uccidere” la cultura significa “uccidere” un popolo. La storia ci ha fatto conoscere, però, degli uomini che hanno combattuto contro tutto questo, anche a rischio della propria vita, tentando e nella maggior parte dei casi riuscendo, di salvare le opere d’arte depredate, smantellate e “ferite”. Di alcuni di questi uomini che hanno operato durante la seconda guerra mondiale, i cosiddetti “monuments man”, potete trovare notizia nelle pagine di questa rivista; per non dimenticare ciò che è stato e non permettere che accada di nuovo, anche se negli ultimi tempi le minacce alla cultura sono tornate prepotentemente di attualità. Oggi, rispetto agli anni passati, possiamo trovare valide alleate nelle nuove tecnologie che ci aiutano a proteggere non solo i monumenti o le opere custodite nei vari Istituti culturali di cui il nostro Paese è ricco, ma anche le aree archeologiche e più in generale tutto quel patrimonio diffuso sul nostro territorio che potrebbe rappresentare un obiettivo di attacchi terroristici. Non dimentichiamo che l’Italia ha l’onore e l’onere di proteggere gran parte del patrimonio culturale mondiale.
Per far sì che la cultura della sicurezza, per la quale la Fondazione Hruby si batte sin dalla sua costituzione, si diffonda sempre più nella nostra società, c’è bisogno di sensibilizzare tutti i cittadini, a partire dalle nuove generazioni, anche attraverso convegni o eventi creati ad hoc. Uno dei momenti più importanti per la nostra Fondazione è il Premio H d’oro che viene attribuito ogni anno alle aziende che si distinguono per professionalità e innovazione nelle migliori realizzazioni di sicurezza, proponendo progetti “su misura” che rispondano alle  esigenze specifiche dei committenti. La manifestazione, giunta quest’anno alla dodicesima edizione, vuole dare visibilità ai migliori operatori della sicurezza puntando anche i riflettori su una tematica così importante che vede coinvolti non solo i singoli, ma tutta la comunità. Le categorie oggetto del Premio sono tante e spaziano da quella più significativa per la nostra Fondazione, ovvero la categoria dei Beni Culturali, che sottolinea l'eterogeneità del nostro Patrimonio storico-artistico a quella Residenziale, passando per le Infrastrutture e i servizi fino ad arrivare alla Videosorveglianza urbana. Non dimentichiamo la categoria Commercio e industria, quella relativa alle Soluzioni speciali e l’International Award, che premia i progetti portati a termine al dì fuori dei confini nazionali, da ditte italiane. Perché la sicurezza nel nostro Paese è anche questo, eccellenza nei progetti e nelle soluzioni realizzate su misura per le esigenze del singolo committente. L’Articolo 3 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dice che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona”, senza dimenticare che ognuno di noi è parte di una collettività, per cui la sicurezza riguarda sì ciascuno, ma anche tutti.