Mercoledì, 20 Giugno 2018

EHF - Sicurezza per la cultura

EHF mag 2018

La rivista "EHF - Sicurezza per la cultura", organo ufficiale della Fondazione Enzo Hruby, è una pubblicazione trimestrale che affronta da vari punti di vista il tema della sicurezza dei beni culturali. In ogni numero sono presenti le notizie di furti, recuperi e nuove tecnologie al servizio della protezione e della valorizzazione del nostro patrimonio e interviste a personaggi di spicco che operano nel mondo dei beni culturali.  Un ampio spazio è dato inoltre alla trattazione delle varie iniziative sostenute dalla Fondazione Enzo Hruby volte a promuovere la cultura della sicurezza, tra cui il Premio H d'oro.

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Conoscenza, consapevolezza e tecnologie
Editoriale di CARLO HRUBY

Cosa può accomunare un importante polo museale, la pinacoteca di una città di provincia e una piccola chiesa di campagna? Questi luoghi sono stati presi di mira, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, dai ladri. La conta dei danni: un capolavoro trecentesco sottratto dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna durante l’orario di apertura al pubblico; un prezioso quadro del tredicesimo secolo rubato dalla Pinacoteca di Faenza, anch’esso durante l’apertura del museo, ad allarme disinserito; solo una finestra rotta, nel terzo caso, perché nella chiesa di San Marco a Cellio, nel vercellese, è scattato l’allarme quando i malviventi hanno provato ad introdursi nell’edificio, inducendoli alla fuga. Al di là del fatto che le due opere sottratte recentemente in Emilia Romagna sono state recuperate grazie all’azione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, questi episodi fanno emergere il perdurare di una grave vulnerabilità del nostro patrimonio nei confronti degli atti criminosi, e la riprova che quando il sistema d’allarme c’è ed è correttamente funzionante serve a sventare il crimine.
Eventi come questi devono convincerci della necessità di pianificare preventivamente l’utilizzo  di sistemi antintrusione e di videosorveglianza indicati nei diversi contesti. Come abbiamo più volte ripetuto nel corso della nostra attività, oggi sono disponibili tecnologie molto avanzate, semplici da utilizzare e con costi contenuti: non è dunque più ammissibile che si verifichino furti clamorosi come quelli che abbiamo ricordato e come quelli, numerosi, che avvengono spesso ma che neppure salgono agli onori della cronaca.
Quello che serve è una capillare diffusione della cultura della sicurezza e un’adeguata conoscenza delle attuali tecnologie tra gli operatori dei beni culturali; quello che serve è la presenza di security manager all’interno dei poli museali; e ancora, è necessaria e urgente la sensibilizzazione dei cittadini sul valore del nostro patrimonio, che può essere protetto solo se è percepito e sentito come proprio. Solo la consapevolezza può infatti spingere ad attivarsi per adottare adeguate misure di sicurezza. Al contrario, se manca questa consapevolezza, come possiamo sperare che i cittadini si preoccupino di proteggere i beni che la storia ci ha lasciato e che noi dovremo lasciare alle generazioni future? E, soprattutto, come si può pretendere che i giovani abbiano cura e rispetto di ciò che non conoscono? Ci ponevamo queste domande quando abbiamo deciso di dar vita al progetto “I giovani e la protezione del patrimonio culturale”, rivolto agli studenti delle ultime classi delle superiori e delle università.
Oggi che questo ciclo di incontri ha raggiunto molte città italiane abbiamo la percezione di essere sulla strada giusta, data l’attenzione che abbiamo riscontrato da parte degli studenti, dei docenti e delle istituzioni coinvolte. Proseguiremo dunque in questa direzione, accompagnando come sempre nella nostra attività i progetti sostenuti con i convegni, le iniziative editoriali e il Premio H d’oro, che in autunno sarà celebrato con un edizione speciale in occasione dei 10 anni della nostra Fondazione.
A questo proposito abbiamo in serbo delle iniziative davvero importanti, che vi sveleremo strada facendo!