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Martedì, 16 Ottobre 2018

Accademia di Belle Arti a Urbino

L’Accademia di Belle Arti di Urbino protetta dalla Fondazione Hruby

Accademia di Belle ArtiCorsi didattici di alto livello ma anche mostre, seminari, conferenze, spettacoli teatrali, edizioni d’arte. Offre tutto questo e molto altro l’Accademia di Belle Arti di Urbino, sorta nel 1967 in una città di straordinarie tradizioni artistiche e culturali che rimandano agli splendori del Rinascimento, al genio di Federico Barocci e al cittadino più illustre, Raffaello Sanzio, che qui ebbe i natali. Per un’istituzione di così chiara fama non poteva mancare una sede idonea, che è stata presto identificata nell’ex Convento settecentesco dei Carmelitani Scalzi, appositamente restaurato nel 1967 per la sistemazione dell’Accademia. Nel corso del tempo l’incremento del numero degli studenti iscritti e l’evoluzione dell’ordinamento didattico hanno richiesto l’allestimento di nuovi spazi. E’ nata così la sede distaccata di via Del Cassero, che include molti laboratori, tra cui quelli di scultura e ceramica, tecniche incisorie, serigrafia, fonderia, restauro e plastica ornamentale. Proprio da questa sede - che necessitava urgentemente di protezione dati i molti materiali e strumenti di pregio presenti nelle aule e nei laboratori - è mosso l’impegno della Fondazione Hruby per sostenere la protezione dell’intera Accademia di Belle Arti di Urbino. Un progetto articolato in due fasi, corrispondenti alla sede principale e alla sede distaccata dell’Accademia, che è stato affidato alla società Umbra Control di Perugia, azienda Amica della Fondazione.
La prima fase dei lavori, che come anticipato ha riguardato la sede distaccata di via Del Cassero, si è recentemente conclusa e ha permesso di offrire un’adeguata protezione agli spazi: 16 aule e spazi comuni dislocati su due livelli (piano terra e primo piano).
Per la protezione dell'Accademia di Belle Arti sono state utilizzate le più avanzate tecnologie di sicurezza in un sistema estremamente funzionale.
La stesura dei cavi si è avvalsa di tubazioni e canaline esistenti, integrate con delle nuove. In alcuni casi, dove per ragioni strutturali non è stato possibile intervenire con fori nelle pareti, sono state installate apparecchiature senza fili. A completamento del sistema è stata utilizzata una tastiera touchscreen con ampio schermo da 5 pollici, che oltre a garantire la giusta sicurezza e facilità d’uso, si integra per la sua estetica in modo ottimale al contesto.
Si è dunque conclusa con successo la prima fase di questo importante progetto, che proseguirà nei prossimi mesi con il nuovo intervento destinato alla sede storica dell’Accademia, in via dei Maceri.